Acca Larentia: i camerati sfidano il sindaco Alemanno
gennaio 9, 2012 in cronaca, Politica, Roma
Ha creato non poche polemiche la decisione di cambiare la targa affissa per 34 anni all’ingresso dell’ex sezione dell’ Msi. Infatti dopo tutti questi anni i militanti dell’ ex sede storica hanno voluto cambiare la dicitura da” Franco, Francesco e Stefano. Morti per la libertà e per un Italia migliore” a “Franco Bigonzetti, 19 anni, Francesco Ciavatta, 18 anni, Stefano Recchioni, 20 anni. Assassinati dall’odio comunista e dai servi dello Stato. I camerati”.
La decisione non si sa bene se sia una provocazione o una scelta ponderata, ma Carlo Giannotta, responsabile della sede Autonoma giustifica la scelta con una sfiducia nei confronti di Fini, Gasparri e La Russa che nel 78′ promisero un’ Italia migliore. Promessa poi non rispettata che ha portato i camerati a decidere di cambiare la dicitura sulla targa al fine di specificare le responsabilità politiche nella morte dei tre giovani militanti.
Non si è fatta attendere la risposta del sindaco capitolino Gianni Alemanno, che ha preso le distanze dalla nuova scritta dicendo che bisogna condannare a prescindere l’ ideologia che ha portato non allo scontro, ma all’attacco dei tre giovani. Secondo il sindaco bisogna ricordare i tragici fatti del 78′ con rispetto e stamattina ha delegato l’ ex ministro Meloni e l’ assessore ai Lavori pubblici di Roma capitale per deporre una corona d’alloro in segno di rispetto e per smorzare le polemiche dei giorni passati.
Molti pensano che l’ attacco fatto dai camerati sia dovuto solo ad uno schieramento politico estremista, idea rafforzata anche dalle bandiere nere con la croce celtica che sventolano fuori l’ ex sede dell’ Msi, dove il muro non ha più il suo colore di partenza, ma è stato tutto sostituito dal nero. Forte la loro voglia di spingere l’ acceleratore e distanziarsi da chi “democraticamente” cerca di non schierarsi, ma i camerati non intendono cedere. Loro vogliono ricordare a tutti i costi in modo forte la sofferenza del 78′ e ciò suscita non poca preoccupazione nell’ anpi per la sicurezza della capitale. Infatti secondo l’ anpi gli organizzatori del sit-in per la memoria dei tre giovani sono stati protagonisti, negli ultimi mesi, di gravi episodi di violenza politica e razzista, dalle aggressioni ai militanti del Pd alle minacce agli esponenti della Comunità ebraica romana. Da destra rispondono che «vietare la manifestazione è illiberale», come ha detto Francesco Storace, leader della Destra. Nel frattempo la Federazione della sinistra di Roma ha annunciato che parteciperà al presidio antifascista all’ Alberone.
Ed ogni occasione è buona per i due schieramenti per tirare fuori vecchi rancori che troppe volte sono finiti in un lago di sangue. Tutti si augurano che il 78′ sia solo un ricordo e che non si prenda la scusa di un dolore passato per crearne di nuovo.
Sharon Di Gennaro







