Dopo il polo museale di Sermoneta, la Diocesi di Latina inaugura il 2 luglio la sede di Sezze del Museo diocesano d’arte sacra, ospitato nei locali del Palazzo dei canonici della cattedrale di S. Maria. Realizzato grazie alla sinergia di enti ecclesiali (in primis, la Conferenza episcopale italiana attraverso i suoi uffici a ciò deputati) e statali (si ricorda soprattutto l’ampio e radicale intervento di ristrutturazione dei locali, realizzato grazie alle provvidenze dell’Agenzia romana del giubileo del 2000, ma anche la fattiva collaborazione della Provincia di Latina e della Regione Lazio), il Museo diocesano di Sezze vanta collezioni di suppellettile ecclesiastica e di dipinti che, dal sec. XV ad oggi, permettono una singolare “carrellata” attraverso cinque sale, capaci di restituire all’uomo di oggi un percorso di educazione alla fede e di riscoperta di tecniche artistiche e di scelte estetiche connaturali alla cultura e all’arte italiana. Di notevole valore la pala di Cristo Salvatore di Giovanni da Gaeta (1472), ma anche i doni fatti alla cattedrale dal cardinale Corradini (1658-1743) e da papa Benedetto XIII (1724-1730). La visita al Museo di Sezze è un appuntamento da non perdere: il vescovo diocesano mons. Giuseppe Petrocchi procederà all’inaugurazione venerdì 2 luglio alle ore 18.00.
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Apre, a Sezze, la sede del museo diocesano di arte sacra
Una mostra contro i disturbi alimentari
Mercoledì 16 giugno presso il Tempio di Adriano in piazza di Pietra a Roma l’associazione DonnaDonna Onlus presenta la mostra itinerante “Tu sei bellezza”, con le foto di Gerald Bruneau, fotografo di culto, già assistente di Andy Warhol, con l’obiettivo di sfatare il mito della magrezza quale unico canone estetico.
Tra gli artisti ritratti anche Nadia Accetti, fondatrice di DonnaDonna ONLUS e testimone di reale vittoria sui disturbi alimentari, che testimoniano come la bellezza non sempre corrisponda a modelli stereotipati.
Saranno, inoltre, esposte le gigantografie del calendario 2010 Curve d’autore, realizzato per l’Associazione in partnership con il Ministero per le Pari Opportunità, il Comune di Roma , Altaroma, Confartigianato ed Assofar, ed i ritratti di artisti e personalità note che hanno detto no ai disturbi alimentari e agli stereotipi sulla bellezza.
Nel corso della serata verrà realizzata un’ affascinante performance d’arte pittorica su bellissimi corpi imperfetti, alla quale seguirà alle ore 17 una tavola rotonda con interventi di esperti e testimonianze, e l’anteprima nazionale del cortometraggio di DonnaDonna Onlus, realizzato grazie a Publispei e con la musica di Dr. Feelx.
Al termine, degustazioni e guida al mangiar sano, accompagnate da buona musica fino a tarda sera.
Giovanni Papi in mostra al forte Sangallo di Nettuno
Dopo l’interesse riscosso dall’ultima mostra “Gradus ad Parnassum”, dedicata a temi che hanno spaziato dall’universalità di Roma ai tracciati delle antiche vie sacre, dalle dinamiche interculturali al dialogo del contemporaneo con l’antico, la nuova personale di Giovanni Papi – “Linee Mito-Mediterranee” – si apre al pubblico dal 27 maggio al 7 giugno 2010 nella splendida cornice del Forte Sangallo a Nettuno.
L’inaugurazione si terrà giovedì 27 maggio 2010 – dalle ore 17:30.
L’esposizione sarà visitabile – con ingresso libero - dal 27 maggio al 07 giugno 2010 nei seguenti orari: tutti i giorni inclusi i festivi, dalle 9:30 alle 12:30 e dalle ore 16:00 alle 19:45.
Quest’iniziativa, patrocinata dalla Provincia di Roma e promossa dall’assessorato alla Cultura di Nettuno, presenta uno spaccato della recente produzione dell’artista e comprende dipinti e piccole sculture legate a memorie del mediterraneo, specchio del mito e della storia, ispirate al tema del paesaggio. I lavori esposti seguono un’idea evocativa e ambientale che cattura segni, tratti ed elementi rintracciabili nello scenario storico di paesaggi che evocano l’ Oriente, frutto dei frequenti viaggi nel sud-est asiatico e aventi come tema un proliferare di visioni nelle quali si innesta una compenetrazione fra Arte e Natura.
La mostra, presentata dalla prof.ssa Daniela De Angelis, con un contributo della prof.ssa Francesca Pietracci, offre una proposta di qualità formale e di contenuti originale e consente una riflessione sul ruolo e sul significato dell’arte contemporanea.
In occasione dell’inaugurazione sarà offerta una degustazione a cura dell’Azienda Agricola Casale del Giglio.
Rieti: l’arte in vetrina
L’arte si allea con il commercio. I negozi del centro di Rieti diventeranno piccole gallerie d’arte. La sinergia tra arte ed attività commerciali è al centro del rilancio culturale della città. E’ quanto avverrà dal 29 maggio al 27 giugno, grazie ad un’iniziativa di Ascom-Confcommercio e Confcommercio giovani imprenditori di Rieti in occasione dello sbarco nel capoluogo reatino della “Biennale internazionale di Arti contemporanee” organizzata dall’Accademia internazionale ‘La Sponda’, con il patrocinio dei ministeri dei Beni culturali e delle Infrastrutture, Regione Lazio, Comune di Rieti, Provincia, Consorzio industriale provinciale, Camera di commercio, Apt e Rieti Turismo Spa, Confcommercio giovani imprenditori di Rieti, Sindacato cronisti romani, Gruppo Uffici stampa.
«Si tratta – ha spiegato Antonello Castellani, presidente Ascom-Confcommercio di Rieti – di un esempio concreto di quella innovazione nel commercio e nei servizi su cui la nostra associazione sta puntando con forza e che vede il comparto entrare a pieno titolo in una promozione economica del territorio attraverso l’organizzazione di attività culturali ed artistiche».
«Sono già numerosi gli esercizi commerciali cittadini che hanno aderito all’evento – ha aggiunto Antonella Torda, presidente Confcommercio giovani imprenditori di Rieti – e che ospiteranno all’interno delle proprie vetrine opere d’arte e spesso anche incontri con gli artisti nell’ambito di veri e propri percorsi culturali per le vie del capoluogo che animeranno le “Notti delle arti” nel corso della Biennale».
“Ai confini di Roma”: i tesori artistici della provincia in mostra al Vittoriano
fonte: www.provincia.roma.it
in caso di visualizzazione lenta andare al link: http://www.youtube.com/watch?v=HGdflI9jxFI
Un grande evento nel cuore di Roma per far conoscere e apprezzare i tesori nascosti dei Comuni del territorio. E’ la mostra ‘Ai confini di Roma’, fino al 20 giugno al Museo del Vittoriano. Sono oltre 100 i reperti archeologici di altissimo valore esposti, che provengono da 34 musei civici della provincia. Statue e mosaici di epoca Romana, buccheri e vasellame delle necropoli etrusche, anfore decorate di origine ellenistica. ‘Ai confini di Roma’ è il primo evento della rassegna culturale ‘La Provincia delle meraviglie’ giunta alla seconda edizione e che prevede anche altre iniziative: dal 13 maggio al 13 giugno, la mostra fotografica ‘La memoria della II guerra mondiale nella provincia di Roma’ mentre, all’Auditorium – Parco della musica, dal 4 al 6 giugno, tre giorni di degustazione con ‘Provincia romana – I vini e gli oli’. Tutte le iniziative in programma, a ingresso gratuito, vogliono far conoscere ai turisti e ai romani, il grande patrimonio che hanno in mano.
“Vergogna, vergogna, farabutto”:dopo due anni Carla Fracci perde la pazienza con Alemanno
“Vergogna, vergogna, farabutto”. Una Carla Fracci poco aggraziata ma molto infuriata ha accolto così il sindaco Gianni Alemanno, presente al Teatro dell’Opera per intervenire alla manifestazione organizzata dai sindacati contro il decreto di riforma delle fondazioni liriche. Il sindaco di Roma è stato affrontato così da Carla Fracci, che di recente ha visto non rinnovato il suo contratto di direzione del corpo di ballo del teatro romano.
Questi i fatti: Alemanno aveva appena terminato il suo intervento quando la Fracci, seduta in prima fila, si è alzata di scatto, è andata dal primo cittadino e ha cominciato ad inveire. Alemanno non ha reagito.
“Vergogna” ripeteva la Fracci “per due anni non mi ha mai ricevuto. E sono cose che non dico per me ma per il futuro di questo teatro”; dal pubblico c’era chi urlava: “Fate parlare Carla Fracci”.
Ha dichiarato in seguito Alemanno “Ho tutto il rispetto per la carriera artistica di Carla Fracci, ma credo che per il Teatro dell’Opera di Roma sia giusto voltare pagina”. Carla Fracci si lamentava perché non l’ho incontrata, (pare che gli appuntamenti siano stati chesti da due anni a questa parte, ndr) lo farò, ma il problema è che all’Opera di Roma bisogna dare spazio ai giovani e voltare pagina. Lei mi chiede il rinnovo di un contratto che però io, con tutto il rispetto, ritengo superato.”
Mario Michele Pascale incontra Roberto Fiorentini
“Le innumerevoli facce dell’amore romantico” di Roberto Fiorentini
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Roberto Fiorentini inizia la sua carriera artistica come musicista (diploma in sax alto alla Scuola jazz del Saint Louis di Roma e d.j.). Quindi passa al teatro, dove, dopo una breve esperienza come attore, scrive e dirige due lavori, approdati al Teatro Traiano di Civitavecchia: CHEGA DE SAUDADE (2003) e CHATTANDO CON SYLVIA (2004). Quindi si iscrive alla Scuola delle Arti, diretta da Pino Quartullo, dove si diploma in sceneggiatura, studiando con Graziano Diana e Salvatore Basile, quindi in regia, sotta la guida di Steven Nathanson e Daniele Vicari. Da quel momento in poi il cinema diventa la sua attività artistica primaria; i suoi cortometraggi si piazzano nei migliori festival italiani dove raccolgono consensi sia da parte degli addetti ai lavori che di pubblico.
Il nostro direttore, Mario Michele Pascale, ha incontrato il filmaker per una riflessione ulteriore sulla sua visione del mondo e dell’arte cinematografica.
Fiorentini, lei arriva al cinema dopo aver “assaggiato” la musica ed il teatro. Cosa mancava a queste due forme d’arte?
Nulla, anzi. Probabilmente la musica è l’arte più pura che esista ed il teatro possiede una “sacralità” che il cinema ha di rado. Forse proprio per questo mi sono avvicinato al cinema. Il cinema è un’ arte spuria, in cui scrittura, messa in scena e musica si fondono. Col cinema posso mettere insieme tutte le mie passioni. Inoltre è, senza dubbio, la modalità di comunicazione artistica più vitale, dove ancora c’è spazio per sperimentare.
Lei ha un rapporto carnale con il cinema, una sorta di “corpo a corpo”; scrive, dirige, produce e promuove le sue opere, come gran parte dei filmaker indipendenti. Con questo ha ottenuto anche importanti riconoscimenti, basti pensare al premio del pubblico nella rassegna “Schermi irregolari” di Firenze, vinto dal cortometraggio “Il topo”.
Ma, in tutta onestà, cos’è che la da la forza di andare avanti e di fare cinema al di fuori del cosidetto “mercato”?
Passione. Voglia di comunicare, di mettersi in gioco. Non è sempre facile, principalmente non è facile tentare di fare un prodotto di accettabile qualità con i mezzi limitati a nostra disposizione, non è facile organizzare e mettere assieme 15/20 persone, fra attori e tecnici, per 2/3 giorni; occuparsi delle locations, del catering, di tutta quella parte organizzativa che precede e segue il momento del set. Ma il set, le riprese, ti ripagano ampiamente dello sforzo.
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Maurizio Savini espone a Palazzo Valentini
Palazzo Valentini ospita “Suffer”, di Maurizio Savini, la prima di quattro installazioni d’artista in mostra nella Capitale da aprile a ottobre 2010. Il primo appuntamento è proprio con Maurizio Savini, che ha creato per lo spazio della Sala Stampa, al pianterreno, un grande plastico del Palazzo dal quale escono una serie di mappamondi che vengono gonfiati a ritmo alterno, cosicché il modellino dell’edificio non fa che mimare il grande respiro del mondo. L’edificio stesso diventa l’emblema del pianeta nel quale viviamo e siamo quotidianamente immersi.
La mostra – inaugurata giovedì 15 aprile presso la sala Stampa di Palazzo Valentini – resterà aperta fino al 25 maggio.
Promossa dal Progetto ABC Arte Bellezza Cultura – in collaborazione con il CIAC di Genazzano – l’esposizione è parte di un più ampio progetto che comprende quattro installazioni d’artista, della durata di un mese ciascuna, a cura di Claudio Libero Pisano. In ‘Upside Down’ è la storia stessa di Palazzo Valentini, in quanto luogo fisico, ad esser messa in risalto, attraverso la creazione di un ideale ”ponte” tra la sua storia e gli esiti della ricerca contemporanea, grazie anche alle opere di quattro artisti di chiara fama: Paolo Canevari; Marina Paris; Maurizio Savini; Donatella Spaziani.
Villa Adriana rivive i suoi fasti
Villa Adriana torna ai fasti imperiali. Da giovedì al 1° novembre torneranno infatti fra le sue eleganti architetture le più importanti sculture antiche, scavate a più riprese nell’area della Villa e finite nei secoli ad arricchire i maggiori musei italiani ed europei. Il capolavoro in mostra sarà il celebre “Fauno ebbro” in marmo rosso, rinvenuto nel 1736 e diventato fulcro del museo Capitolino dopo il restauro di Bianchi e Cavaceppi. E proprio questa scultura di matrice ellenistica sarà l’emblema dell’iniziativa. “Villa adriana. Una storia mai finita”, il titolo della mostra, che sarà presentato mercoledì alle 11 a Roma, nella sala convegni di Santa Marta (piazza del Collegio romano 5) alla presenza di del direttore generale per i Beni Culturali del Lazio, Mario Lolli Ghetti, dal presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali, Andrea Carandini e da Marina Sapelli Ragni, soprintendente per i Beni Archeologici del Lazio.
Il video che ha scosso il web: D.E.A.D.
Un cortometraggio ‘Action-Thriller-Horror’. Questa la definizione che meglio accompagna un gruppo di giovani ragazzi di Civitavecchia con la viscerale passione per il cinema. Il corto, diretto da Kempes Astolfi e Stefano Donato con l’aiuto regia di Andrea Donato, è il frutto del lavoro di un Team di oltre 30 persone che hanno dedicato anima e corpo al progetto e in tempi da record.
‘Tutto è nato quando Andrea Donato ci ha segnalato che la Filmauro, sull’onda del successo di Paranormal Activity, ha indetto un concorso per cortometraggi horror’, racconta Kempes Astolfi.
‘Ci siamo detti che era un’occasione da non perdere in quanto era una nuova sfida che si presentava ai nostri occhi. Abbiamo girato diversi lavori ma mai atti a imprimere una tensione e un’ansia allo spettatore; abbiamo lavorato a ritmi superiori a una fiction televisiva. Organizzato in 4 giorni, girato in 4 giorni, montato in 4 giorni e ritoccato in 4 giorni. Un vero e proprio miracolo cinematografico.



