Ed ora, per l’ennesima volta dopo questa batosta elettorale, non ricominciamo con le solite storie, le solite frasi fatte. Per una sinistra unita; una sinistra dal basso; una sinistra rispettosa delle differenze e non autoreferenziale. Per carità, frasi del tutto legittime che anche noi sottoscriviamo ma che ci rendono del tutto ridicoli se alla comoda sedia o divano di casa non segue un bel niente. Frasi fatte che sento da tempo, da troppo tempo.
Partiamo da un dato. Se siamo arrivati a questo punto la responsabilità è tutta nostra. Vogliamo parlare di una sinistra che emerga dal basso? Di una sinistra che sia rispettosa delle differenze? Non autoreferenziale?
Bene. Togliamo fuori da questa analisi i quadri di partito. Ed iniziamo a guardarci in faccia.
La responsabilità è mia, del movimento che rappresento, ma è anche tua, del militante di sinistra, dell’elettore di sinistra, del simpatizzante di sinistra e di chi, disilluso da anni, preferisce altri passatempi alla militanza o all’esercizio del voto. La responsabilità è tutta nostra, di chi ha sete di libertà e ha perso la consapevolezza che la libertà vada conquistata quotidianamente tra la gente, comunicando ed informando, con tavoli, volantinaggi, petizioni. La responabilità è nostra perchè facciamo fatica a ridare valore alle idee di libertà e di solidarietà pensando che ci siano dovute e che non vadano, invece, conquistate giorno dopo giorno. La responsabilità è nostra perchè non stiamo facendo abbastanza per migliorarci come essere umani. La responsabilità è nostra perchè deleghiamo ad altri il futuro della nostra esistenza e la salvaguardia dei nostri diritti.
Siamo rimasti mummificati per troppo tempo. Non abbiamo capito che vincere è l’effetto di una graduale riconquista di consenso che si può ottenere solo se credibili nelle idee e costanti nel rapporto di fiducia con gli elettori. Quindi, solo sulla base di un politica territoriale.
Sino a quando rimarremo comodamente ingabbiati nella nostra quotidianità, e sino a quando eviteremo di renderci attivamente partecipi della militanza politica a sinistra, assisteremo inerti alla lenta erosione della nostra dignità e delle nostre speranze.
Manuel Santoro
Coordinatore nazionale di Libertà ed Eguaglianza







