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Video tratto dal canale youtube dell’associazione “secondo protocollo” -

www.youtube.com/user/secondoprotocollo

 

ROMA - Un gruppo di circa dieci studenti iraniani residenti a Roma ha cominciato uno sciopero della fame per protestare contro la rielezione del presidente ultraconservatore Mahmud Ahmadinejad. Un’elezione fortemente viziata, secondo l’opposizione,da brogli e irregolarità. L’iniziativa si svolge in contemporanea con un analogo sciopero della fame organizzato davanti alla sede delle Nazioni Unite.

Lo sciopero della fame terminerà nel pomeriggio di sabato, quando a partire dalle ore 17 è in programma una grande manifestazione davanti all’ambasciata iraniana; è prevista la partecipazione di iraniani residenti in altre città d’Italia. Da segnalare la presenza del Gonfalone della città di Firenze, accompagnato dalla consigliera del Partito democratico Cecilia Pezza. La protesta romana rientra nel programma del «Global Day of Action», che vedrà gli iraniani scendere in piazza e in centinaia di città della Repubblica Islamica e del mondo. Da San Francisco a Teheran, da Tokyo a Isfahan, le richieste saranno le stesse: l’immediata fine delle violenze del governo, il rilascio immediato di tutti gli arrestati durante le manifestazioni e il rispetto del diritto democratico di manifestare liberamente le proprie idee così come scritto nella Costituzione della Repubblica Islamica.

E su internet gli studenti iraniani hanno chiesto al sinjdaco di Roma, Gianni Alemanno “In occasione del ‘Global Day of Action’ chiediamo al sindaco di Roma di esporre in Campidoglio una bandiera iraniana possibilmente insieme ad un drappo verde, il colore della protesta, per far sentire ancora di più la vicinanza del popolo italiano al popolo iraniano”. Analoga richiesta, presentata all’Anci, associazione nazionale comuni italiani, è stata presentata dall’associazione per i diritti umani “Secondo Protocollo” per mettere bandiere e drappi verdi in tutta Italia.

Rispondendo alle molte pressioni di questi giorni, il Consiglio comunale di Roma ha votato all’unanimità una mozione in cui chiede al sindaco di Roma Gianni Alemanno di attivarsi presso il ministero degli Esteri “al fine di promuovere ogni iniziativa che possa restituire libertà e democrazia in Iran attraverso il coinvolgimento degli organismi internazionali”.

Il vice-capogruppo del Pdl, Antonio Gazzellone, ha ricordato che “il 25 luglio, in concomitanza con l’insediamento del presidente iraniano è prevista a Roma, così come in molte altre città del mondo, una manifestazione volta a denunciare la grave violazione dei diritti umani che continua ad essere perpetrata ai danni dei cittadini di quel Paese. Sotto questa luce, la richiesta presentata al sindaco assume un valore ancor più simbolico e forte”. “Esprimiamo, infine, tutta la nostra solidarietà agli studenti e alle donne dell’Iran che, per far valere i propri diritti e sentire la propria voce, sono attualmente impegnati in un difficile sciopero della fame”.

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